L'attacco spuntato è il limite da superare

UN PASSO indietro. In difesa probabilmente, ma soprattutto in attacco. E’ questa l’idea che ci siamo fatti della sconfitta della Bawer Matera contro il Ruvo. Anzi i guai in attacco sono quelli sui quali coach Ponticiello dovrà, a nostro giudizio, lavorare di più nelle prossime settimane.
La partita di Ruvo ha mostrato due volti diversi,una prima metà gara con i pugliesi che hanno imposto la loro frenesia senza che Matera riuscisse ad evitarla e limitarla e dopo un paio di strappi ricuciti è arrivato quello che la Bawer non è riuscita più a colmare passando dal 25-24 del 16’ al 41-28 di metà gara. La seconda metà è stata giocata ai ritmi che Matera preferiva, il punteggio si è abbassato ma lo strappo determinato dal Ruvo non è stato più ricucito e la Bawer ha inanellato una serie importante di errori in attacco. In questo stato di cose ci sono almeno un paio di considerazioni che ci sorgono naturali. La prima fa riferimento alla difesa: è vero che Matera ha avuto un passaggio a vuoto. Ma quattro cinque minuti di black out in una sfida fuori casa contro una squadra dalle potenzialità d’attacco di Ruvo ci possono stare. Matera deve migliorare su questo, ma certo non è questo il motivo della sconfitta.
E’ invece più opportuno riflettere sugli strumenti di attacco a disposizione della Bawer. Iniziare sotto di dieci lunghezze l’ultimo quarto e non riuscire a fare canestro per quasi sei minuti di gioco è un dato che impressiona e, purtroppo, in negativo. Diventa impossibile vincere le partite fuori casa se non si segna per sei-sette minuti consecutivi in un tempo. E diventa ancor più difficile recuperare i punti che ci sono da recuperare ad un avversario come Ruvo. E’ questo il dato della partita che vogliamo evidenziare. Chiariamolo subito, però, a scanso di equivoci. Non è che con questo si può buttare a mare ciò che di buono si è fatto in queste settimane. Il lavoro e la crescita resta (il dato difensivo lo testimonia). Si tratta però di dare spunti di riflessione per il futuro. Non si può vincere fuori casa se non si alza il numero dei punti almeno sopra quota sessanta.
La gara di Molfetta in questo è un’eccezione di cui essere consapevoli. Come bisogna essere consapevoli che la difesa in quaranta minuti può avere dei piccoli vuoti. L’attacco li deve necessariamente compensare e servono iniziative e punti di riferimento. Uno di questi a Ruvo era Lovatti, ha trovato otto punti consecutivi nel secondo quarto. Era il più ispirato in attacco ma sul più bello non ha più tirato. Perché? Domande, interrogativi, riflessioni che siamo sicuri si porrà (magari con idee diverse) anche coach Ponticiello. Noi in questo senso diamo un piccolo contributo. Anche perché consideriamo fondamentale per Matera gestire quel patrimonio di entusiasmo rappresentato dai duecento tifosi sugli spalti del PalaColombo di Ruvo che avrebbero preferito vedere, non solo, come è ovvio, un risultato diverso ma soprattutto una prestazione diversa. Più vicina a quella con il Barcellona, con o senza la tripla di Lovatti quel Matera ci era piaciuto molto di più. Piero Quarto


Rassegna stampa del 19-01-2010
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata