Latina e Ferentino, il potere del Lazio
Nessuno ferma Latina. Rischiamo di essere ripetitivi da un paio di settimane a questa parte, ma Latina continua ad essere una macchina perfetta. Nell’ultimo turno Siena l’ha impensierita, ma non ce l’ha fatta. Solida e compatta la squadra di Benedetto, che ha vinto nonostante la brutta giornata di Muro. I due baluardi che tengono alta la bandiera pontina sono Andrea Pilotti ed Ignacio Ochoa. Il primo sa fare tutto, dal protagonista all’onesto uomo di squadra. Il secondo incarna lo spirito di squadra ed è tornato ai livelli di Vigevano. Latina, due anni fa prossima alla retrocessione in B2, si merita questo bel momento perché costruito con pazienza e con scelte oculate (e costose). L’ultima potrebbe essere quella di un playmaker esperto (Coronini è a gettone fino a dicembre). Bencaster? Bonora? Chissà. Intanto i laziali domenica andranno a Trapani per un altro scontro fra grandi che ci dirà se veramente qualcuno può fermare la corsa neroazzurra.
Dietro a Latina c’è un’altra laziale. E’ Ferentino. Quattro le vittorie consecutive della squadra di Friso. In Ciociaria ci ha rimesso le penne anche Trapani. Ferentino sta iniziando a giocare come vuole il suo allenatore, con applicazione difensiva e tanto ritmo. Un bel contributo lo stanno dando due under come Circosta e soprattutto Provenzano, pescato in B2 e finora dall’impatto devastante in serie A dilettanti. Sabato c’è la trasferta di Siena, dove Ferentino ha la possibilità di candidarsi ufficialmente ad “anti Latina”. Male le due già citate Trapani e Siena. I siciliani non decollano e sono sempre senza Soloperto, il cui infortunio muscolare (gestito male?) sta facendo zoppicare tutto il complesso. Siena invece sembra essersi smarrita. Tre sconfitte consecutive, due con rimonte subite, proprio quando ci si aspettava un salto di qualità.
Commenti sparsi su altre due squadre. Uno lo merita senza ombra di dubbio Fossombrone. Gli otto punti raccolti dai marchigiani sono inaspettati perché messi insieme da un gruppo nuovo, giovane e senza troppa esperienza in categoria. Merito di coach Paolini, che ruota dieci uomini ottenendo qualcosa da quasi tutti. Malignamente verrebbe da dire che Fossombrone ha finora giocato contro squadre o che sono partite lente (Osimo) o di bassa classifica; resta però il dato dell’ottimo avvio, non poco per chi deve salvarsi. L’altra menzione la merita Barcellona che, se non fosse per la penalizzazione, sarebbe comodamente in zona play off.
Bene nell’ultimo turno Potenza, Osimo e Sant’Antimo. La Levoni ha vinto fuori casa un derby tiratissimo in quel di Matera. A proposito, tira brutta aria in casa Bawer. Fra giocatori scontenti (Sottana e Dacic) e risultati che non vengono, presto si potrebbero annotare cambiamenti drastici. Osimo sta giocando a farne uno di più degli altri e per ora lo schema paga, specie se hai uno come Ferrero. Sant’Antimo continua a fare molto bene in casa, ma ha bisogno di progressi in trasferta per ambire ad un posto play off. Ponticiello ci sta lavorando e siamo sicuri che qualcosa cambierà.
Parentesi finale su Molfetta e Firenze. Preoccupano le situazioni di entrambe le squadre. Da una parte Molfetta, che prende 110 punti in casa. Dall’altra Firenze, alla quinta sconfitta consecutiva. Confermata la fiducia in Lambruschi, la società, stando alle parole del presidente Borsetti, non tornerà almeno per ora sul mercato. Si va avanti così, con un gruppo che sta facendo tanta fatica (forse più del previsto) e non ha veri punti di riferimento.
Niccolò Casalsoli




