La Fortitudo silura un'Edilcost fuori ritmo
Edilcost Osimo-Fortitudo Bologna 62-89
EDILCOST OSIMO: Pozzi, Naso 8, Cardellini 9, Vitale 11, Gennari 7, Fois 6, Magliani, Fabbri, David 3, Rossi 16. All. Ercolessi.
FORTITUDO: Muro 14, Malaventura 10, Borra 2, Cittadini 15, Gigena 12, Lamma 7, Micevic 10, Genovese 6, Quaglia 6, Sorrentino 7. All. Finelli.
Arbitri: Tomasoni (VA) e Sinisi (BA).
Parziali: 14-25, 29-41, 43-60.
Note — Usciti per falli: Gennari (Osi). Spettatatori: 1600.
LA FORTITUDO passeggia sui resti della Edilcost, orfana di Barsanti e con Vitale, Naso e Pozzi non al meglio della condizione. Una gara comunque ben combattuta dai ragazzi di Ercolessi, al cospetto di una avversaria troppo forte anche per la più coriacea Robur. L’inizio osimano è dei migliori con le triple di Naso e Vitale a scaldare il numeroso pubblico. Vantaggio effimero che dura pochi secondi, quanti ne servono a Gigena e a Lamma per fare altrettanti punti dai 6,25. La bomba di Muro a metà tempo da il vantaggio ai suoi, che diventa di 11 punti allo scadere del primo tempo. Nel secondo parziale l’Edilcost tiene bene il campo e rimane in partita, nonostante le due triple di Genovese. La difesa di Ercolessi limita i danni e Vitale fa il resto, schiacciando per ben due volte nel giro di 3 minuti. Il tiro pesante di Cardellini e il libero di Fois tengono a galla la Edilcost.
ALL’INTERVALLO la Robur presenta tutte le giovanili. Ma il simpatico spot sul vivaio non scalda l’ambiente e, al rientro delle squadre in campo, il divario si allarga inevitabilmente a favore di Bologna, dopo che la Edilcost si era avvicinata a meno 8 ad inizio frazione. Cittadini è protagonista sotto le plance e segna con continuità, mentre Rossi e compagni perdono lucidità in attacco. I 17 punti di vantaggio per gli emiliani sono troppi, anche con 10 primi da giocare. Non c’è più storia e il finale serve ad Ercolessi per dare campo ai giovanissimi Fabbri e Magliani. Rossi è l’ultimo da arrendersi, ma la sfida è impari e Bologna dilaga nel finale. Marcello Morichi
Rassegna stampa del 08-02-2010
Fonte: Il Resto del Carlino



