La Centrale e i play off

Nulla è perduto, ma adesso non si può più sbagliare. A cinque giornate dalla fine del campionato la Centrale del Latte Brescia occupa sempre la quarta posizione della classifica con Verona e Trento, ma l'evitabilissima sconfitta di Trieste si è portata in dote l?assillo che, per poter confermare il quarto posto anche sulla griglia dei play-off, da oggi in poi sarà necessario conquistare otto punti. Tanti? Forse sì. Ma il calendario è oggi un alleato di Alberti e compagni che nel prossimo turno giocheranno il jolly contro la «cenerentola» Jesolosandonà, e tralasciando l?altra esibizione interna, quella contro la Fortitudo del prossimo 11 aprile, in trasferta la Leonessa giocherà contro Riva del Garda, Fidenza ed infine Osimo, tutte squadre che al campionato non hanno più nulla da chiedere.
OVVIO CHE QUESTI sono conti che sono fatti sulla carta, perché se si riavvolge il film del campionato balza agli occhi quanto sia imprevedibile questa squadra, che ha ormai abituato chiunque a non scommettere nemmeno un centesimo sul suo risultato. Una compagine che a volte è così bella, frizzante, concreta e pure entusiasmante ed altre invece offre prove pessime ed inconcludenti. Un team che a questo punto si può certamente catalogare come poco maturo e dove l'assenza di un vero leader l'ha forse privato di quella continuità di rendimento necessaria per primeggiare. Ma qui l'analisi va a cozzare contro quelle che erano le premesse di inizio stagione: società nuova di zecca, squadra costruita in fretta e dal nulla e dal quale era lecito attendersi certamente un buon campionato, ma con l'obiettivo di centrare i play-off e poi, avendo fatto un buon rodaggio, programmare con più ambizione la stagione successiva. L'ormai quasi sicuro approdo agli spareggi e la sempre possibile acquisizione della quarta posizione sulla griglia degli stessi play-off, tolgono ogni dubbio sulla bontà del progetto allestito dai vari Bragaglio, Franchini, Palazzani. Il rammarico è che con ogni probabilità si sarebbe potuto fare di più, ma l'altra faccia della medaglia poteva essere quella di trovarsi qui oggi a commentare un campionato dai toni ben più grigi, come le cinque sconfitte consecutive patite fra gennaio e febbraio sembravano far presagire.
PRESTO, ANZI PRESTISSIMO, per tirare le somme, ma un antico adagio dice che «chi si accontenta gode» e che, se alla fine la squadra raggiungerà una buona posizione finale, la stagione potrà andare in archivio con il massimo dei voti. Alla squadra oggi si chiede comunque il massimo sforzo perché non è ancora giunto il momento di accontentarsi. Ci sono sfide da vincere, ci sono ancora punti da conquistare, c'è un pubblico da fare riinnamorare e con cui instaurare quella complicità che in caso di eventuali play-off potrebbe essere determinante. Folco Donati

Rassegna stampa del 10-03-2010
Fonte: Brescia Oggi