Furlani ha una Centrale a trazione anteriore

Un anno dopo è ancora Leonessa: la seconda stagione di Brescia in A dilettanti si preannuncia intrigante ed importante con una squadra costruita per vincere e convincere ancora di più il pubblico bresciano che già si era affezionato ai paladini del San Filippo. Paladini che cambieranno volti e fattezze visto che in via Bazoli si rivedranno solo Mauro Quaroni, Massimo Rezzano, Nicholas Crow e...Adriano Furlani. E per l'allenatore ferrarese, alla seconda stagione in salsa bresciana dopo Cento, Ferentino e Cremona, può quella più importante. Brescia punta in alto, vuole arrivare in serie A, quella senza l'attributo «dilettanti», e si affida alla suo sapere cestistico per arrivarci. Mentre rientra dalle vacanze in Sardegna, Furlani analizza la squadra consegnatagli da Ario Costa: «Abbiamo costruito una squadra in sinergia: al braccio operativo sono state unite tante teste pensanti che hanno concordato i dettami per la creazione del basket Brescia 2010/11: il nostro obiettivo è sicuramente quello di vincere di più della stagione appena conclusa anche se i nostri desiderata si sono scontrati con le logiche del mercato». L'allenatore ferrarese prosegue la propria analisi: «Abbiamo costruito una squadra che potrebbe sembrare "squilibrata". Tanti giocatori di talento offensivo, molti in ruoli similari: chiaro è che per poter far bene bisognerà trovare fin da subito un equilibrio». Crow a parte, si è scelto di non optare per un 3 puro, così come non esiste un vero «pivottone» di riferimento: «Premetto - spiega Furlani - che non abbiamo voluto sbugiardare la squadra dell'anno scorso: non siamo stati nella possibilità di confermare alcuni giocatori ed abbiamo dovuto reinventare tante cose. Detto questo sul ruolo dell'ala piccola avevamo una nostra convinzione (Maestrello, ndr). Purtroppo il mercato non ci ha premiato: decidendo di prendere Bushati abbiamo fatto una scelta importante optando per un 2/3 eclettico, con tanta energia».
E PER IL REPARTO lunghi Furlani specifica: «Abbiamo sempre ragionato come con gli esterni, giocando sull'intercambiabilità dei giocatori e scegliendo gente capace di giocarsela sia fronte che spalle a canestro, nonché di giocare in contropiede. Non abbiamo un "5" puro: possiamo sopperire alla mancanza di centimetri con vigore fisico e atletico.Abbiamo cambiato fisionomia: è un'imposizione dovuta anche alle nuove regole a cui ci siamo adattati». Per chiudere il roster adesso serve solo un lungo under: «Stiamo facendo le nostre scelte - chiude il tecnico -: vogliamo un giocatore che desideri crescere e fare un'esperienza importante. Per i giovani non abbiamo preclusioni di sorta, anzi. Se avranno le capacità e la faccia tosta per restare in campo, avranno il loro spazio». Intanto la lega ha diramato il calendario del primo turno di coppa Italia: Brescia in gara secca (11/12 settembre) è stata inserita nel raggruppamento di Treviglio, Trento e Riva. La vincente affronterà la settimana successiva con la stessa formula le altre 3 squadre vincitrici. Alberto Banzola


Rassegna stampa del 27-07-2010
Fonte: Brescia Oggi